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tradizione pugliese per usi diversificati
Quella degli intrecciati è una delle poche forme di artigianato che debbono la propria sopravvivenza a un mutamento di destinazione piuttosto che a un adeguamento tecnico o funzionale alle richieste del mercato. Una prova lampante è proprio al veglia, dove numerosi oggetti della tradizione continuano ad essere prodotti rigorosamente come una volta, ma vengono utilizzati in maniera del tutto diversa. È il caso dei fiscoli, i filtri in giunco di forma circolare in cui, nel frantoio, si pone la pasta di oliva da sottoporre a pressatura, e dei crivelli, setaccia rete larga e impiegati per far asciugare le orecchie della pasta fresca oggi utilizzati soprattutto come stuoie ho tappeti. Così anche per le critiche nasse realizzate dai pescatori di Vieste, nel Gargano, immutate nei secoli ma impiegate sempre più spesso come complementi d'arredo. Costante, invece, rimane la funzione decorativa degli oggetti intrecciati in occasione delle festività pasquali, come le corolle di stoppia e paglia tipiche di Gravina in Puglia, e le palme di Veglie, nel Leccese.
da www.provincia.ba.it
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